“Abbiamo deciso di sottoscrivere la lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per chiedere un cambiamento alla guida della Fondazione Meyer”
“Il documento - firmato da numerose realtà della società civile, tra cui associazioni, operatori sanitari e attivisti per i diritti umani - muove da una posizione netta: riteniamo profondamente inopportuno oggi che la presidenza della Fondazione Meyer sia data ad una persona rappresentante di un governo attualmente accusato, presso gli organi internazionali di giustizia, di crimini di guerra e contro l’umanità.
Vogliamo esprimere con chiarezza che la nostra adesione nasce da un profondo senso di rispetto verso tutte le persone coinvolte e dalla convinzione che la lettera sia stata redatta con grande attenzione. Un testo che in nessun modo lascia spazio ad ambiguità: la condanna politica nei confronti di un governo non deve mai essere confusa con un giudizio su un popolo, la sua identità o la sua storia.
Non si tratta di attaccare il console onorario in quanto persona - che, è bene ricordarlo, non è accusato di alcun crimine - ma di affermare con forza che alla guida di un’istituzione come la Fondazione Meyer, simbolo di cura e umanità, è necessario scegliere una figura capace di incarnare in modo pieno e coerente i valori di empatia, solidarietà e rispetto dei diritti umani, soprattutto dell’infanzia.
Nel merito della richiesta rivolta al Presidente della Regione, non riteniamo ci sia molto da aggiungere: siamo convinti che sia necessario un passo indietro, perché non si tratta solo di un’opinione politica, ma di una questione che chiama in causa il diritto internazionale e i principi fondamentali su cui si fonda la nostra convivenza democratica. Lo facciamo in nome della pace, della giustizia e della coerenza tra i valori che proclamiamo e le scelte che compiamo”.
Lo affermano i consiglieri di AVS – Ecolò Caterina Arciprete, Giovanni Graziani e Vincenzo Pizzolo. (s.spa.)