Giovanni Graziani (AVS – Ecolò): “In ricordo di Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia”

Queste le dichiarazioni di Giovanni Graziani, consigliere AVS – Ecolò e presidente della Commissione ambiente, vivibilità urbana e mobilità

“Architetto, giornalista, autore, disegnatore, fondatore del WWF Italia di cui è stato a lungo presidente oltre che esempio vivente di ecologismo attivo, è stato la guida per un’intera generazione di naturalisti.

Fulco Pratesi è morto nella notte tra venerdì e sabato, a Roma. Quella stessa Roma che solo pochi giorni prima ha visto concludere il secondo tempo della COP 16 sulla biodiversità in cui è stata tracciata una via da seguire da qui al 2030 per mobilitare fondi per la Natura. La stessa Roma in cui opera il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, che nonostante fosse a soli 2 km. dalla sede della FAO, teatro della COP, non ha ritenuto importante partecipare, a dimostrazione della scarsa attenzione al tema.

Esattamente il contrario di quello che è stata tutta la vita di Fulco Pratesi, fino all’ultimo presidente onorario del WWF e direttore responsabile dello storico magazine Panda, che in Biodiversità ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università di Palermo nel 2020. Ma molto più che per i riconoscimenti lo ricordiamo per la passione e la dedizione che hanno accompagnato il suo impegno per la natura, gli animali e tutto l’ecosistema.

Nel 1966 con alcuni amici illuminati, pochi soldi e tanto entusiasmo fondò il WWF Italia la cui prima azione fu quella di acquistare i diritti di caccia della laguna di Burano, dando vita alla nascita del modello delle Oasi di protezione, che contraddistingue il WWF Italia dagli altri nel mondo.

Oggi le aree gestite sono oltre cento, a tutela di circa 27.000 ettari di natura e proprio queste, che amava e conosceva una per una, erano probabilmente il suo orgoglio più grande.

La sua vita racconta quella dell’associazione ed è ricca di battaglie contro la caccia, di azioni per la salvaguardia di creature marine e di tante specie, di grandi passioni per ogni piccolo animale e per gli ambienti di palude, che considerava – a ragione – ecosistemi da tutelare, ricchissimi di biodiversità.

Fondamentale è stato anche il suo contributo alla definizione e approvazione di leggi centrali per la tutela della natura in Italia, dalla legge 157 sulla fauna alla legge quadro sui Parchi del 1991.

Non ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, ma i ricordi che ho letto e che mi sono arrivati raccontano di una persona grande, che durante le riunioni dell’associazione aveva l’abitudine, accanto agli appunti, di disegnare animali e piante, per lui oggetto di passione innata e sempre viva, con un tratto unico che lo ha portato anche a curare decine di pubblicazioni per ragazzi, unendo così la sua passione alla vocazione per la divulgazione.

Ci uniamo a tutto il popolo del WWF, che perde un padre e una insostituibile fonte di saggezza, nel salutarlo con grandissima gratitudine, certi che il mondo migliore per cui ha lavorato tutta la vita sia un passo più vicino grazie a lui e alle persone che ha saputo far innamorare della natura”. (s.spa.)

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