Luca Milani (Capogruppo PD): “Manifesto per l’Europa”

Queste le dichiarazioni del capogruppo PD Luca Milani 

“Propongo all’attenzione dell’Aula la dichiarazione della Fondazione “Ernesto Rossi - Gaetano Salvemini” che contesta l’uso politico della storia e la lettura strumentale del documento, estrapolando e decontestualizzando alcuni passi del testo per distorcerne il significato in senso denigratorio.

Così facendo si offende la memoria di uomini che furono condannati a lunghi anni di carcere e di confino da parte del regime fascista per la loro strenua difesa dei valori di libertà e giustizia.

Ancora una volta i nemici del processo di unità federale dell’Europa provano a minarne i presupposti; è un atto grave perché viene dalla carica istituzionale del Presidente del Consiglio, per la sede ufficiale in cui ha espresso le sue valutazioni e per la grave situazione internazionale che richiederebbe invece investimenti morali e politici sull’Europa in una prospettiva di integrazione dei popoli e di pace.

C’è dunque la necessità di fare ancora una volta chiarezza. Scritto negli anni più bui della guerra, tra il 1940 e il 1941, nell’isola di Ventotene, dove il regime di Mussolini aveva confinato le menti più brillanti dell’antifascismo, il Manifesto di Ventotene oppone all’Europa immaginata dai nazifascisti un’altra Europa, capace di salvare i valori fondanti della civiltà moderna e libera da totalitarismi, nazionalismi e nuove guerre intestine.

Oggi, a più di ottant’anni dalla sua redazione, in un contesto segnato da rigurgiti di nazionalismo, da pulsioni autoritarie, dall’affermarsi di partiti neofascisti e neonazisti, nonché dal ritorno della guerra in Europa, questo testo, nato in quel carcere a cielo aperto in cui il regime fascista rinchiudeva gli oppositori, è stato vilipeso nell’Aula dei deputati. Siamo dunque all’assurdo: gli eredi politici di quei carcerieri che accusano di antidemocraticità coloro che allora subivano l’oppressione del regime fascista.

Per questo occorrono gesti della società civile, delle Istituzioni e delle forze politiche democratiche:

1) manifestare pubblicamente, martedì 25 marzo, anniversario della firma dei Trattati di Roma nel 1957, nei luoghi in cui si ricorda la memoria degli autori del Manifesto di Ventotene al famedio nel cimitero di Trespiano a Firenze, dove è sepolto Ernesto Rossi, insieme ai fratelli Carlo e Nello Rosselli e a Gaetano Salvemini alle ore 16 invito i consiglieri e le consigliere a portare un fiore rosso e ringrazio la Fondazione Ernesto Rossi - Gaetano Salvemini per la loro presa di posizione.

2) Partecipare convintamente alla manifestazione di Bologna di domenica 6 aprile per difendere i valori che ci hanno uniti in questi decenni: pace-democrazia-giustizia sociale-libertà- e salvaguardia dell’ambiente.

3) far conoscere e diffondere sempre più il Manifesto dell’Europa, il Manifesto di Ventotene, per questo promuoveremo un atto da presentare al Consiglio. (s.spa.)

Manifesto di Ventotene
Manifesto di Ventotene
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