“A chi non riconosce l’impegno sul carcere di Sollicciano da parte dell’Amministrazione e delle associazioni del Terzo settore rispondiamo che sono i fatti a parlare”.
L’assessore al Welfare Nicola Paulesu interviene sul carcere di Sollicciano ricordando l’impegno del Comune. “Che il carcere versi in condizioni drammatiche lo denunciamo pubblicamente da mesi. Da quando sono assessore, ad esempio, lavoro per migliorare la situazione di Sollicciano insieme alla sindaca Sara Funaro. Non solo ci siamo espressi numerose volte contro la situazione drammatica in cui versa il carcere, ma abbiamo più volte sollecitato gli interventi del Governo che adesso non sono più rimandabili”.
Paulesu continua mettendo in fila alcuni interventi concreti su cui sta lavorando.
“C’è un coordinamento tra pubblico e organizzazioni del Terzo settore e c’è una forte collaborazione e attenzione al tema da parte del Comune anche con la diocesi attraverso la Fondazione Solidarietà Caritas e i suoi progetti” ha aggiunto Paulesu. Per fare alcuni esempi il Comune collabora con Caritas per 'Il Samaritano', una struttura di accoglienza che si occupa di misure alternative al carcere. C’è anche l’impegno su 'Casa Ginestra' per persone a fine pena, o per 'Casa Mimosa' che accoglie donne con misure alternative al carcere o fine pena. Palazzo Vecchio collabora con Caritas anche per la messa in prova e per scontare la pena facendo attività sociali, o anche col volontariato quotidiano in carcere e il sostegno attraverso materiali di prima necessità. Non è ancora finita: c’è una forte collaborazione per gli inserimenti lavorativi.
“Siamo consapevoli che non è sufficiente, e che il cammino da fare sia ancora molto lungo. Ma, per quanto di nostra competenza, siamo al lavoro per incrementare ancora i nostri servizi con progetti di accoglienza per il fine pena e sull’attivazione di percorsi a supporto delle detenute vulnerabili e delle madri, con un sempre maggiore collegamento tra operatori sociali e sistema di accoglienza, valutando caso per caso le situazioni individuali. La collaborazione è anche con altre associazioni del territorio con cui facciamo un lavoro prezioso per l’inclusione dei detenuti”.
“Ribadiamo che la situazione del carcere di Sollicciano è inaccettabile e che le condizioni in cui versa il penitenziario fiorentino sono disumane e prive di dignità per i detenuti e per chi vi lavora. Serve con urgenza, e per questo rinnoviamo l’appello al Governo, una direzione stabile che renda più semplice la gestione di una situazione così complessa e così difficile e che ci aiuti come Amministrazione ad avere un interlocutore stabile con cui potenziare il nostro impegno e il nostro lavoro”.