Del Re (Firenze Democratica): “Benvenuta a Patrizia Bonanni, e buon lavoro al presidente Giorgetti, dimessosi dopo l’annuncio del parere del Ministero di incompatibilità”

Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:

“Benvenuta a Patrizia Bonanni, che torna a sedere tra i banchi del Salone dei Duegento in Palazzo Vecchio, e ci dispiace che il suo diritto di rappresentanza sia stato compresso per 5 mesi.

Infatti, nei quasi 5 mesi in cui ha tenuto banco il tema dell’incompatibilità del consigliere Giorgetti con la sua nomina a presidente di Toscana Energia, alcuni, anche per prendere tempo, si sono trincerati dietro la necessità di tutelare il “diritto costituzionale” del consigliere Giorgetti a svolgere il suddetto ruolo, ma non si ponevano evidentemente il tema che un altro diritto era da tempo compresso, quello della consigliera Bonanni che dal 18 Settembre scorso aveva - come da parere del segretario generale prima e del Ministero poi - diritto a ricoprire tale ruolo dopo l’incompatibilita’ sopravvenuta del consigliere Giorgetti.

Ma d’altronde, si sa, se la legge è uguale per tutti, non tutti sono uguali, e Patrizia è sempre stata una donna senza padrini e ci complimentiamo con lei per il coraggio avuto nel rivendicare la tutela di un diritto di fronte ad un evidente sopruso. Coraggio che deve essere di esempio per tutte e tutti.

A chi ci ha ringraziato per l’azione svolta dal nostro gruppo in funzione di controllo, rispondiamo che abbiamo fatto solo il nostro dovere. Quando come lista civica abbiamo inserito nel nostro programma l’obiettivo di lavorare per una città davvero democratica, intendevamo anche una città che governa con trasparenza e nel pieno rispetto delle regole, senza un uso proprietario delle istituzioni. 

Il nostro ordine del giorno in tal senso - quello che chiedeva di procedere alle nomine degli enti partecipati nel rispetto delle norme comunali e statali, con trasparenza, guardando al merito e non ai tornaconto personali e politici di chi governa - era stato bocciato a inizio mandato dalla maggioranza perché già era così. Al primo caso utile, tautologico non ci è parso, e ci è dispiaciuto vedere una maggioranza tenuta in una situazione di così grave imbarazzo per un tempo così lungo. 

Il consigliere Giorgetti si è dimesso non appena il Ministero ha annunciato l’imminente arrivo del parere di incompatibilità, come ci è stato riferito.

Questa situazione ha messo in luce che la nomina di Giorgetti era avvenuta senza che nessuno avesse chieste un parere al segretario generale sulla compatibilità, e quel che è peggio, senza porsi il tema dell’opportunità politica del doppio incarico e del ruolo di controllore e controllato in un’unica persona. Oltre a mettere in luce la debolezza politica di chi oggi guida la città, rimasta silente, come al solito, senza prendere posizione fino al parere del Ministero, quando allora ha ringraziato Giorgetti “per il senso delle istituzioni”. Un finale grottesco, pirandelliano come al solito.

In bocca al lupo al presidente Giorgetti per l’importante ruolo che gli è stato affidato”. (s.spa.)

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