Graziani (AVS-Ecoló): “Erano eventi eccezionali, adesso sono la nuova normalità. Conoscere per prevenire e adattarsi”

Queste le dichiarazioni di Giovanni Graziani (AVS – Ecolò) presidente della Commissione ambiente, vivibilità urbana, mobilità


“411 millimetri di pioggia. Quanti sono caduti a Firenze da inizio dell’anno al 15 marzo. Maggior cumulato mai osservato nel periodo in oggetto dal 1955.

A Prato sono stati 464, a Pistoia 634. Nel Valdarno Medio e Inferiore in due mesi e mezzo è caduta la metà della pioggia attesa in tutto l’anno.

Dal 12 al 14 marzo a Firenze sono caduti 163 mm di pioggia, a Borgo San Lorenzo 213, a Vaglia 251. Sono ovunque valori che solitamente non si raggiungono nemmeno nell’intero mese e pari a quelli riscontrati nel triste 1966.

Fatichiamo talvolta a capire cosa significhi in concreto: sono oltre 10 centimetri di acqua che, dove non ci sono terreni in grado di assorbirla - perché completamente saturi - e distese di suolo impermeabilizzato non può fare altro che finire verso valle e quindi in fossi, torrenti e fiumi, portandosi dietro tutto ciò che incontra con conseguenti esondazioni e disastri, come purtroppo abbiamo sperimentato.

Gli episodi di venerdì hanno toccato i nostri territori, abbiamo vissuto momenti di preoccupazione e di criticità che potevano essere ancora peggiori se non ci fosse stato un sistema in grado di valutare, prevedere, prevenire e ridurre.

Dobbiamo dire grazie agli interventi strutturali effettuati in passato, alle previsioni e ai sistemi di allerta, al coordinamento e alla tempestiva operatività di tutte le squadre di soccorso e intervento.

Rimane il fatto che questo tipo di eventi sono sempre più frequenti (ben 6 in soli 18 mesi, senza contare i numerosi episodi minori, come ci ricorda il LaMMA), spesso in periodi anomali e che lasciano dietro danni economici pesantissimi.

Rimangono anche le immagini e i video di situazione al limite, insieme alle domande e ai timori su quando potrebbe succedere di nuovo, dove colpirà il prossimo nubifragio e se la prossima volta non potrà fare danni peggiori.

Credo quindi che spetti anche a tutte e tutti noi lavorare per migliorare ancora di più le attività di tutela del territorio, di riduzione del rischio, di previsione e modellazione, di coordinamento e supporto.

È una responsabilità che, come membro di questo Consiglio, come componente di una forza politica ecologista e come presidente della Commissione Ambiente, sento in modo particolare e credo che sarebbe una grande opportunità dedicare un Consiglio Comunale a questo tema, dargli spazio e attenzione, tanto di approfondimento quanto per la rilevanza politica che è giusto abbia. Firenze può avere questo ruolo e dare risalto anche alla necessità di investimenti per la tutela idrogeologica e lo stanziamento di fondi che a livello nazionale sono sempre lasciati indietro.

Potrebbe essere l’occasione per dare spazio e rilevanza al sistema della Protezione Civile invitando tutti i soggetti che hanno qualcosa da raccontare del loro lavoro e di cosa ancora possiamo fare, dalla Protezione Civile stessa, al Consorzio di Bonifica, il Consorzio LaMMA, l’Autorità di Bacino, la Regione e non solo, perché la politica ha il dovere di occuparsene e di portare avanti un confronto serio, costruttivo e continuo nel tempo”. (s.spa.)

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