“Abbiamo chiesto oggi all’assessora all’educazione Albanese un riscontro sulla app ScuolaMobile, uno strumento conosciuto per chi ha figli in una scuola materna, elementare o media servita dal Comune di Firenze” così il consigliere pentastellato Lorenzo Masi.
“Con questa app, i genitori dovrebbero ricevere e dare informazioni su tutti i servizi alla scuola erogati dal Comune, come la refezione, gli scuolabus, il pre e post scuola, i servizi attivi, i costi e la situazione debitoria. Ma il genitore può anche segnalare l’assenza del figlio o la necessità di un pasto in bianco per un certo giorno a causa di indisposizione”.
“Tutto bello in teoria, ma lo strumento funziona davvero?” si domanda Masi.
“Ce lo hanno chiesto alcuni genitori che hanno riscontrato difficoltà di accesso alla app, non chiarezza sulla situazione dei pagamenti e miglioramenti necessari per velocizzare il suo utilizzo”.
“Non stupisce infatti che il numero di download sia piuttosto basso, solo 2.500. ” prosegue il Capogruppo.
“Anche perché ciascuna scuola ha a disposizione una propria app - ad esempio didup o classeviva - sulla quale i genitori possono visualizzare anche le circolari della scuola stessa.
"Didup per esempio è già stata scaricata da oltre 17 mila utenti, segno che viene molto utilizzata dai genitori. Questa duplicità di strumenti crea, di fatto, disorientamento perché non sono chiare le funzionalità di app ScuolaMobile e i motivi per cui usare questa piuttosto che l’altra. Ma allora quale app utilizzare?"
“E’ dunque evidente che occorre migliorare lo strumento, anche perché l’Amministrazione ha ottenuto finanziamenti del PNRR per facilitarne l’accesso da parte delle persone con disabilità, ed ha affidato per circa 24.000,00 euro tale incarico alla stessa ditta che ha progettato la app, tanti soldi ma da usare con oculatezza”.
“Ci aspettiamo dunque che si passi dalle parole ai fatti, provvedendo – come il Comune si è impegnato a fare oggi indicando l’avvio dell’anno scolastico 2025-2026 come nuova implementazione delle funzionalità di appScuola – alla riduzione di almeno il 50% delle tipologie di errore di accessibilità dell’app, nonché alla gestione della pubblicazione della nuova versione dell’app negli store”.
“Al tempo l’ardua sentenza, ma ricordiamoci che le famiglie non possono aspettare ancora” conclude Masi. (fdr)