Luca Milani (Capogruppo PD): “Precisazioni su legge “Liberi fino alla fine” della Regione Toscana”

Queste le dichiarazioni del capogruppo del Partito Democratico Luca Milani

“Come abbiamo ormai chiaro tutti, a meno di non essere in cattiva fede la legge recentemente approvata in Consiglio regionale, non istituisce nuovi diritti né tantomeno rientra nell’ambito di competenza dello Stato, ma si propone di regolare organizzativamente il fine vita che la Corte Costituzionale, con due sentenze, quella del 2019 e la 135 del 2024, ha già qualificato come diritto soggettivo della persona, determinando in quali condizioni è esercitabile.

La legge “si limita” a disciplinare le procedure delle varie aziende sanitarie. Si pone quindi, l’obiettivo di definire il rispetto e la diretta applicazione, relativamente a ruoli, procedure e tempi del Servizio sanitario regionale, della verifica delle condizioni e delle modalità di accesso alla morte medicalmente assistita.

La Regione Toscana, con questa legge, torna ad essere quello che è sempre stata, una terra coraggiosa e progressista, che promuove e difende i diritti fondamentali dell’uomo e le libertà individuali: come ha sempre fatto nella sua storia.

Dalla stampa emerge, tuttavia la polemica rispetto ai fondi utilizzati per dare effettività alla legge; 10.000 euro l’anno per tre anni.

Questo stanziamento è reso necesario dal fatto che i farmaci utilizzabili non rientrano tra quelli garantiti dal sistema sanitario e quindi devono essere acquistati. Il capitolo di spesa non poteva essere per questo motivo quello sanitario ma quello sociale.

Tra i vari sottocapitoli, della più ampia missione di 12 diritti sociali, politiche sociali e famiglia - perchè di questo si tratta di un diritto sociale da garantire - questi 10.000 euro/anno sono stati momentaneamente reperiti nella parte spesa corrente del sottocapitolo “interventi per la disabilità”.

Perchè proprio da questo capitolo? C’è poca attenzione verso la disabilità?

No, semplicemente perchè, sul quel capitolo si trovano dei soldi non impegnati in nessuna spesa e quindi utilizzabili senza togliere niente a nessuno. Alla prima variazione di bilancio verrà predisposto un nuovo capitolo di spesa per il percorso terapeutico-assistenziale del fine vita.

Anzichè cercare di screditare una legge giusta credo sia più corretto e trasparente - mi rivolgo a chi ha sollevato la questione - dire semplicemente che non si è d’accordo.

Questa proposta di legge regionale, quindi, va a colmare un vuoto tra le sentenze della Corte Costituzionale e il Parlamento che non interviene su questo tema. Un vuoto discriminante perché chi ha i soldi può sempre andare in Svizzera. È lo Stato che se ne deve fare carico, così come le Regioni che devono garantire i servizi più vicini ai cittadini. Per tutte queste ragioni mi sento molto vicino a tutte quelle persone affette da patologie irreversibili che li costringono ad una vita di sofferenza e medicalmente assistita e ai loro familiari che chiedono solo di vedersi garantito il diritto che la Corte costituzionale ha già riconosciuto.

Ringrazio il Presidente della Commissione Sanità Enrico Sostegni per aver svolto con la commissione un percorso serio di approfondimento con costituzionalisti, giuristi, associazioni, aziende sanitarie scevro di ideologie e condizionamenti e tutte le forze politiche che in Consiglio Regionale hanno sostenuto la legge e naturalmente l’Associzione Luca Coscioni che con il suo costante impegno e con la sua tenacia ha proposto questa legge di iniziativa popolare”. (s.spa.)

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