Luca Milani (PD): “Legge Regionale e Campagna “Liberi Subito” promossa da Associazione Luca Coscioni”

Queste le dichiarazioni del consigliere PD Luca Milani


 

“La Toscana potrebbe essere la prima regione ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito: parte oggi il confronto in aula sul testo scaturito dalla proposta di legge d’iniziativa popolare promosso dall’associazione Luca Coscioni. Un percorso che ha la sua origine nella sentenza 242/2019 (sentenza sul caso DJFabo) della Corte costituzionale che ha dichiarato non punibile chi agevola il suicidio di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fronte di sofferenze intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni. La proposta di legge non chiede al Consiglio regionale di istituire nuovi diritti o di entrare nell’ambito di competenza dello Stato, ma di regolare organizzativamente il fenomeno del suicidio assistito che la Corte Costituzionale, con due sentenze, quella del 2019 e la 135 del 2024, ha qualificato come diritto soggettivo della persona, determinando in quali condizioni è esercitabile e disciplinando le procedure delle varie aziende sanitarie. Si pone quindi l’obiettivo di definire il rispetto e la diretta applicazione, relativamente a ruoli, procedure e tempi del Servizio sanitario nazionale e regionale, della verifica delle condizioni e delle modalità di accesso alla morte medicalmente assistita. La Regione Toscana con questa legge torna ad essere quello che è sempre stata, una terra coraggiosa e progressista, che promuove e difende i diritti fondamentali dell’uomo e le libertà individuali, come ha sempre fatto nella sua storia.

Il valore fondamentale della vita, non è un dogma della fede Cattolica è quindi un tema sul quale anche i cattolici possono aprirsi ad un dibattito per trovare una sintesi che tenga insieme i valori costituzionali fondamentali di difesa della libertà individuale e dell’autodeterminazione dei trattamenti sanitari con il diritto alla salute e alla salvaguardia della vita. Questa proposta di legge regionale quindi va a colmare un vuoto tra le sentenze della Corte Costituzionale e il Parlamento che non interviene su questo tema. Un vuoto discriminante perché chi ha i soldi può sempre andare in Svizzera. È lo Stato che se ne deve fare carico, così come le Regioni che devono garantire i servizi più vicini ai cittadini. Per tutte queste ragioni sarà importantissimo il dibattito ed il voto in Consiglio Regionale, anche a seguito degli appelli delle persone affette da patologie irreversibili che li costringono ad una vita di sofferenza e medicalmente assistita e dei loro familiari che chiedono di vedersi garantito il diritto che la Corte costituzionale ha già riconosciuto. Ringrazio il Presidente della Commissione Sanità Enrico Sostegni per aver svolto con la commissione un percorso serio di approfondimento con costituzionalisti, giuristi, associazioni, aziende sanitarie scevro di ideologie e condizionamenti”. (s.spa.)

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