Luca Milani (Capogruppo PD): “Solidarietà e Stima alla direttrice di Sollicciano Antonella Tuoni. Non si può imputare al solo direttore le condizioni del carcere”

“A nome dell’intero gruppo del Partito Democratico di Palazzo Vecchio, sento la necessità di esprimere solidarietà alla direttrice del carcere di Sollicciano Antonella Tuoni che, secondo il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in qualità di direttore e datore di lavoro è l’unico soggetto responsabile delle condizioni degradanti del carcere fiorentino. A seguito di due ispezioni effettuate a giugno e a luglio, il DAP ha intimato alla direttrice di sanare le situazioni di vivibilità e salubrità del carcere per dipendenti e detenuti in 30 giorni, nonostante queste situazioni siano state denunciate da anni. Una scelta – spiega il capogruppo del Partito Democratico Luca Milani – inconcepibile e che non porterà a risolvere i problemi dell’istituto penitenziario di Firenze che ha bisogno di interventi strutturali.
Purtroppo anche recentemente il carcere di Solliccoano ha visto il suicidio di un giovane di appena 20 anni e nuovamente lo stato nel quale si trovano dipendenti e reclusi è stato al centro del dibattito cittadino tanto che il garante dei detenuti Eros Cruccolini aveva lanciato la proposta di costituire un comitato civico rivolto a tutte le associazioni che svolgono attività di volontariato nelle carceri, ma non solo, perché la questione carceraria riguarda tutti noi.
La direttrice Tuoni aveva fatto presente al dipartimento le problematiche che ci sono a Sollicciano e sappiamo che il ministero aveva stanziato 7 milioni, ma i lavori si sono bloccati. La direttrice, per quanto ci risulta non ha capacità di spesa tale da ristrutturare una struttura carceraria, in tali condizioni. Chiediamo, con forza – conclude il capogruppo PD Luca Milani – che ci sia, da parte del dipartimento e del Governo un impegno vero di programmazione e di finanziamento per il carcere di Sollicciano perché sia una struttura di riabilitazione e rieducazione e non un luogo punitivo nel quale si arriva purtroppo anche a gesti estremi”. (s.spa.)

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